Il difensore olandese della Juventus Matthijs De Ligt è stato protagonista di un'intervista realizzata anche dal suo compagno in bianconero Szczesny sul canale Youtube Foot Truck.
Una delle prime tematiche è stata il Cristiano Ronaldo della scorsa estate: "No, non è stato questo il motivo per cui sono venuto alla Juve. Ho avuto molto tempo per scegliere tra i club che mi volevano, ma questa è stata la scelta migliore".
Sui dialoghi con la Juve: "Alla Juventus mi ha detto che sono stato acquistato perché sono davvero maturo e so come gestire la pressione, hanno fiducia in me".
Szczesny: “Ronaldo ha consigliato De Ligt? Aaron (Ramsey n.d.r.) racconta la stessa cosa. Nella tua testa non fa molta differenza, ma se Ronaldo ti dice: 'Sarebbe una buona possibilità per te', magari non cambia il tuo pensiero però se lo dice lui magari è davvero la soluzione migliore. L'Ajax dell'anno scorso? Non ricordo… (ride n.d.r.). Nessuno si è accorto che è stato quasi fatto un autogol… Lo stile con cui giocava l’Ajax faceva innamorare, Tadic era un buon giocatore per esempio ma lì era inserito alla perfezione. Ogni club ha un grande settore giovanile, ma l’Ajax è un caso strano perché produce più giocatori degli altri. Se c’è qualche giocatore buono segnalacelo (sice a De Ligt n.d.r.), lo diciamo a Paratici. O a Ronaldo. Analizzando l’Ajax l’anno scorso pensavamo giocassero a calcetto. Non avevano ruoli definiti, immagina Del Ligt come se giocasse a centrocampo. De Jong pensi sia leggero, invece era uno tosto. Nel secondo tempo a Torino abbiamo provato a mettergli pressione ma loro ne uscivano. Pensammo che non ne saremmo venuti fuori. Pressavamo ma avevamo paura di scoprirci e alla fine non abbiamo creato più niente, non avevamo idea di come pressarli. Mi sarebbe piaciuto se avessero vinto la Champions, sarebbe stata una bella storia”
Sull'arrivo nello spogliatoio bianconero: De Ligt: "Quando sono entrato per la prima volta mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle. C'era Buffon, c'era Ronaldo... La scorsa estate sono arrivato più tardi degli altri e senza allenamenti ho dovuto giocare contro il Tottenham nel tour in Asia. Dopo venti minuti faticavo a respirare...".
Szczesny: "Eri un vero leader, poi sei arrivato alla Juve, che ha vinto tanto. Vuoi tenere la tua personalità ed essere leader ma allo stesso tempo non sarebbe giusto, te lo devi guadagnare. Sono rimasto impressionato dalla tua attitudine. Di solito i giocatori giovani pensano: ‘Ok, me la prendo tranquilla’, si nascondono un po'...".
Sui ripetuti tocchi di mano a inizio stagione: De Ligt: "Quando ero sotto la doccia dopo la partita contro il Torino i compagni mi dicevano: è incredibile, è come se ci fosse una calamita nel tuo braccio! Quando commetto un errore però non sono il tipo che si arrabbia se qualcuno dice qualcosa, mi piace scherzarci sopra".
Szczesny: “Nessuno lo dice ma c’è stato un incontro degli arbitri in cui hanno detto che quelli con Lecce e Torino in realtà non erano rigori. Nessun media ne parla, amano farlo solo quando sarebbe dovuto esserci un rigore contro la Juve. De Ligt è stato sfortunato, quello con l’Inter solamente era rigore. Quando prendi la palla di mano per un mese devi riderci sopra, se eviti di parlarne lo rendi scomodo. Anche io ho il professore Buffon con il quale ogni tanto la vediamo diversamente. Matthijs è l’insieme di due cose: bravo con il pallone ma è anche un animale. Chiellini si è fatto male e io non sento la differenza, questo dice tanto”
Szczesny: “Con Wenger giocavamo bene ma in allenamento non lo preparavamo mai, era improvvisato. In Italia ogni allenatore che ho avuto programma tutto. Il giorno prima della gara c’è la partitella 11 contro 11 con la Primavera, non avevo mai visto qualcosa del genere. Cambiare squadra? Ho cambiato club solo due volte, più una volta in prestito. Le prime settimane quando arrivi in una società nuova non sai mai con chi vai d’accordo. Ti senti realmente te stesso quando vai sul campo e ti alleni”.
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