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  1. Purtroppo, la giustizia sportiva deve prendere decisioni in tempi strettissimi, perché i campionati devono proseguire, e spesso basta anche un semplice sospetto per essere condannati. Quell’anno segnò uno spartiacque: non fu distrutta solo la Juventus, ma l’intero calcio italiano. Il mio rammarico è che squadre che falsificarono i passaporti dei propri giocatori – alterando di fatto le partite, dato che quei calciatori non avrebbero nemmeno dovuto essere in campo – non subirono conseguenze rilevanti, se non qualche sanzione ridicola Nessuno, neanche il Papa, Trump o un'assemblea generale dell'Onu, può riassegnare quegli scudetti alla Juve
  2. Bah, il discorso di Caressa ha un tono un altisonante e filosofico, anche se penso che il concetto di base non è sbagliato del tutto . La Juve aveva scelto Thiago Motta per impostare un gioco basato sul possesso e sul controllo, una sorta di tentativo di rivoluzione tattica che è stato piuttosto timido e mai strutturato fino in fondo. La Juve non è passata da una cultura “pragmatica” a un modello di calcio totale alla Guardiola, ha semplicemente cercato di modernizzarsi, come qualsiasi grande club dovrebbe fare. Il problema è che senza basi solide, senza una dirigenza con una chiara visione delle cose e senza una rosa costruita in modo coerente, qualsiasi idea finisce per fallire. Più che il crollo di un’ideologia, mi sembra l’ennesimo segnale di una società che naviga a vista, incapace di portare avanti una direzione precisa
  3. Certamente. Ma essere a capo dell’Uefa è un ruolo politico, molto diverso dal gestire quotidianamente una società di calcio. Se bastasse la diplomazia per essere un grande presidente di club, Infantino dovrebbe essere il miglior dirigente del mondo
  4. Un po’ di juventinità può essere un valore aggiunto, ma nessuno può sapere come si comporterebbero Platini o Del Piero nel ruolo di presidente di un club, perché non hanno mai ricoperto incarichi simili. Poi la storia della Juventus dice che il successo non è assolutamente legato all’appartenenza: ad esempio Lippi era interista e antijuventino, Moggi aveva lavorato per Napoli, Torino e Roma e non era ben visto da Boniperti, Giraudo era granata, e Allegri era tutto fuorché juventino. Anche Conte -di cui di recente ho visto una sua vecchia intervista in cui enfatizzava la sua juventinità- si è poi visto quanto fosse attaccato a questi colori. Penso ciò che conta davvero è la competenza e la capacità di gestire un club, non tanto l'appartenenza
  5. Potenzialmente, la Juventus ha giocatori di grande valore, ma credo che debbano ancora dimostrare il loro reale impatto. Al momento credo che manchi una figura che sia un riferimento tecnico e caratteriale nello spogliatoio. A dire il vero, non è nemmeno chiaro chi sia davvero il capitano della squadra, e penso che questa incertezza si rifletta anche in campo. Ci sono molte incognite: Nico González ancor ancora non si capisce se sia carne o pesce, Vlahovic – che non è un diciannovenne di belle speranze e di anni ne ha ben 25 – non ha ancora compiuto il salto definitivo (e mi chiedo se mai lo compierà), e Yildiz, che è un grande talento, ma non è ancora chiaro quale sia il suo ruolo ideale. Thuram ha tutte le potenzialità per diventare un campione, ma la domanda è: ci sono le condizioni, in questa Juventus, affinché possa davvero esprimere il suo valore? Credo che valga la pena chiedersi se questi giocatori siano davvero da grande squadra. Se Vlahovic e Nico González fossero davvero al livello di un top club europeo, sarebbero titolari in squadre come il Bayern Monaco o il Barcellona? Ma senza andare a scomodare i top club europei, e so che è oggettivamente una domanda scomoda, ma, quanti dei giocatori della Juve giocherebbero oggi nell'inter?
  6. È vero che in quell’anno la Juventus cambiò completamente a livello dirigenziale, ma credo sia importante sottolineare anche la qualità della rosa di allora. La squadra contava su grandi campioni, reduci da una vittoria schiacciante in Coppa Uefa, e nella stagione ‘93-‘94 arrivò comunque seconda, non dodicesima. Spesso si evidenziano giustamente i meriti di Lippi e della Triade, ma a mio avviso si tende a sottovalutare il lavoro di Boniperti e Trapattoni, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione di quella squadra. Anche la Champions del ‘96 fu vinta con un gruppo di giocatori in gran parte ereditato dalla gestione precedente: Vialli, Del Piero, Ravanelli, Peruzzi, Torricelli, Conte, Di Livio… tutti elementi capaci di essere sia leader che gregari. Nella Juventus attuale, purtroppo, faccio fatica a trovare giocatori con quelle caratteristiche
  7. A me sembra incredibile che la nazione che ha sfornato gente come Bettega, Totti, Paolo Rossi, Del Piero, Inzaghi, Vialli, Baggio, Zola, e decine di altri il massimo che riesce a proporre nel 2025 è Moise Kean
  8. ufficialee

    Siete d'accordo sulla scelta di Tudor?

    In realtà la Juve attuale mi sembra una squadra senza identità, e soprattutto, senza leader. Ho qualche dubbio che Tudor possa portare grandi benefici a lungo termine, soprattutto visti i suoi trascorsi da allenatore. Sicuramente è uno che sa cosa vuol dire essere alla Juventus, e spero che questo possa trasmetterlo ai giocatori
  9. ufficialee

    Il nuovo allenatore... che ricordi

    ricordo perfettamente. il deportivo in quegli anni era una squadra rognosissima ogni volta da affrontare. Lippi in realtà era un grande estimatore di Tudor, lo faceva giocare sia da centrale che da mediano. forse era un pò lento ma aveva grande fisicità e due piedi non male. peccato per tutti quei problemi fisici
  10. Spero ovviamente che Tudor possa fare bene. Tuttavia, analizzando il suo percorso da allenatore, nutro qualche perplessità. I suoi cicli con le squadre precedenti sono stati piuttosto brevi e spesso si sono conclusi in modo non del tutto lineare, come accaduto a Verona, Marsiglia o in Turchia. La Juventus, in questo momento, mi sembra una squadra priva di un’identità chiara e di una direzione definita, e mi chiedo se Tudor possa essere la scelta giusta per affrontare una fase così delicata
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