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0oo-rooze

Caressa: "Il licenziamento di Thiago Motta è il crollo di un'ideologia"

Post in rilievo

a me interessa solo che non rifacciamo mai più cavolate assurde di questo tipo. Gli allenatori si possono sbagliare ma non per motivi da sce.mi.

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È stato il crollo di un'allenatore, nn di un'ideologia e tudor è un traghettatore, x 3 mesi serve sostanza nn un filosofo

A giugno poi decideranno che tipo di allenatore mettere

 

Parole a vanvera

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Chissà qanto deve andare avanti sta storia del gioco non gioco, come se la juve abbia vinto le cose che ha vinto giocando male, concetti astratti che ormai hanno rotto le scatole.. quando abbiamo vinto lo abbiamo meritato e siamo stati più forti e più bravi che sia con un gioco meno offensivo o più offensivo (che fatti bene sono efficaci e "belli" entrambi), con l'aggiunta di grandi giocatori e un bravo allenatore a dirigerli e una società forte, stop.... il resto chiacchere da bar

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L’ideologia del possesso palla che si scontra con…la sterilità non la filosofia Juventina! Se proprio vogliamo dirla tutta😁

 

vabbè Caressa ha cercato un modo per filosofeggiare e non gli è riuscita benissimo dai… 

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36 minuti fa, AlexLeStrange ha scritto:

Motta è stato inevitabilmente ideologia.  Credo calcistico, filosofia, ambizione. Il progetto vincente per una Juve vincente.  Progetto ahimè fallito miseramente. Ma Thiago ce l'ha messa tutta 

Alex gli scienziati nel calcio non vanno bene.

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Parla di ideologia e fa un discorso ideologico... Applicare il concetto DNA ad una squadra di calcio è talmente ridicolo che se non fosse Caressa si potrebbe anche rimanere stupiti. Metti i giocatori giusti e l'allenatore giusto e vedi come cambia il DNA. Ma cosa bisogna sentire....

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Il DNA della Juventus a cui fa riferimento Caressa è giocare per vincere, non giocare per uno spartito, fosse il catenaccio o il possesso palla. Giocare per dimostrare che, perdendo oggi pur di eseguire i dettami come undici soldatini , si arriva ad un futuro migliore perché si è costruito qualcosa, fa parte della ideologia da blogger che mai ha avuto a che vedere col calcio giocato. La Juve è una società seria e bisogna portare i fatti, cioè i risultati, in qualunque modo. Sacrificare il risultato in nome delle fantasie del guru di turno è incompatibile con una società seria. Prima lo capiamo tutti, prima si arriva ad una serena coabitazione calcistica. Chi crede al guru, al progetto triennale per imparare gli schemi, non crede alla storia della Juventus, anzi la rifiuta. Invece io ne sono orgoglioso. 

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Bah... chiacchiere da bar...

 

Io fatico sempre a credere che una squadra che ha sempre vinto difendendosi non possa cambiare pelle per vincere attaccando e fatico anche a ritenere che una squadra offensiva non possa vincere con una strategia difensiva. E potrei citare mille altre varianti (squadra che ha vinto palleggiando può vincere giocando verticale, dritto per dritto, con i lanci)...

Il DNA calcistico per me non esiste, in primis perché le persone cambiano e son figlie di esperienze diverse. Non stiamo parlando di successione "di padre in figlio"...

Se io prendo il Barcellona attuale e lo sposto a Torino mettendogli la maglia della Juve, tutto d'un tratto inizia a far schifo? L'aria di Torino impippisce tutti all'istante?

E' solo una questione di costruzione logica di una squadra, dall'allenatore ai giocatori... Se canni questo, la squadra non va... punto...

Persino il Cholo Simeone è riuscito a cambiare un poco il suo modo di giocare e vedere il calcio ed ha reso l'Atletico Madrid una cosa diversa che, in passato, ci somigliava molto...

Il problema è che quando prendi squadre abituate a vincere, siano esse Juve, Barcellona o chi volete, quello che manca sempre è la pazienza, non ci si può permettere di perder tempo e fare passi falsi, la pressione aumenta e il rischio di fallire cresce... E spesso la soluzione più semplice è quella di "torniamo al passato, lì abbiamo già vinto!"...

Si cerca sempre la zona confort e non si è disposti a pazientare...

Non fosse così, non avrebbe senso prendere i vari Klopp, Guardiola o chi per essi, son allenatori che col DNA Juve avrebbero poco da spartire...

 

 

 

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Tutte balle.

Motta non era un' ideologia né una scelta di modo di giocare da perseguire con continuità. È semplicemente stata l'occasione del momento.

Purtroppo.

Per ammissione dello stesso Giuntoli l' altro profilo seguito insieme a Motta era Conceicao, che più diverso non si può.

 

Come al solito si naviga a vista e Tudor è uguale. Altra occasione d l momento.

 

Ciò non toglie che se proprio dobbiamo vederci una filosofia di gioco, anche per me il gioco più aggressivo e verticale si confà di più a noi. Quindi Gasperini e Klopp meglio di Guardiola, per dire. Tudor è di quel filone ma spero che non sia il nostro punto di arrivo.

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41 minuti fa, AlexLeStrange ha scritto:

Motta è stato inevitabilmente ideologia.  Credo calcistico, filosofia, ambizione. Il progetto vincente per una Juve vincente.  Progetto ahimè fallito miseramente. Ma Thiago ce l'ha messa tutta 

Corretto.

Ma Caressa non ha inventato niente, i più c'erano arrivati già con Sarri, ben 5 anni fa, lui è stato pure un cultore dell'ideologia, che ha cercato di  portare a Torino.

Ma come lui stesso disse, ad ottobre ho dovuto cambiare  tutto altrimenti  saremmo finiti in B.

 

 

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Un povero idiota.

Non c'è alcuna ideologia, chiunque abbia visto giocare il Bologna l'anno scorso e la Juve sa bene che Motta è un allenatore DIFENSIVO, il possesso palla per lui era uno strumento DIFENSIVO.

 

Motta si è giocato l'occasione perché ha sbagliato l'approccio soprattutto dal punto di vista umano e comportamentale.

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Retorica giornalistica.

I peccati di Motta sono stati arroganza e rigidità tattica.

La Juve può giocare in quel modo, come lo può fare qualunque squadra di vertice.

Quello che non può fare è giocare SOLO in quel modo.

Le grandi squadre si adattano un minimo all’avversario e ai momenti della gara.

La Juve sbatteva contro un muro e non era in grado di girarci attorno. Non era in grado di trovare soluzioni alternative: dicasi i tiri da fuori o i piazzati.

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Altra cazz* di Caressa... Questa cosa del DNA Juve fatto di sofferenza sempre e comunque, vittorie striminzite, catenaccio è una leggenda per chi ha vissuto i fasti di Lippi ed in parte l'era Conte. Motta è stato esonerato per scelte fortemente discutibili ed incompatibilità con l'ambiente, ma non stiamo parlando di alti ideali o DNA, semplicemente di mancanza di dialogo costruttivo con giocatori e società: se scegli di seguire le tue convinzioni nonostante i risultati ti diano torto, prima o poi ti schianti. E lo schianto è arrivato, ma di sicuro non perché l'ideale di gioco di Motta sia incompatibile con il "DNA Juve".

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15 minuti fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Il DNA della Juventus a cui fa riferimento Caressa è giocare per vincere, non giocare per uno spartito, fosse il catenaccio o il possesso palla. Giocare per dimostrare che, perdendo oggi pur di eseguire i dettami come undici soldatini , si arriva ad un futuro migliore perché si è costruito qualcosa, fa parte della ideologia da blogger che mai ha avuto a che vedere col calcio giocato. La Juve è una società seria e bisogna portare i fatti, cioè i risultati, in qualunque modo. Sacrificare il risultato in nome delle fantasie del guru di turno è incompatibile con una società seria. Prima lo capiamo tutti, prima si arriva ad una serena coabitazione calcistica. Chi crede al guru, al progetto triennale per imparare gli schemi, non crede alla storia della Juventus, anzi la rifiuta. Invece io ne sono orgoglioso. 

complimenti, non avrei saputo spiegarlo meglio. E noto che, in molti, non hanno focalizzato appieno il "succo" di Caressa, al quale, mi costa non poco dargli ragione dal momento che mi sta terribilmente sui *...

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La Juve di Lippi vinceva giocando bene.

La Juve di Conte vinceva giocando bene.

Finiamola con queste cavolate del DNA in cui dovremmo vincere giocando male.

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55 minuti fa, .ste13. ha scritto:

Le cause del fallimento di Motta sono ben più radicate e complesse del semplice concetto del "possesso palla"

 

Il suo errore più grande è stata la presunzione con cui si è presentato alla prima esperienza in una big per quanto mi riguarda 

Una presunzione che non si può permettere chi ha una bacheca ben nutrita di trofei, figuriamoci lui.

Questo ha innescato inevitabilmente altri problemi come gestione del gruppo e una imbarazzante rigidità tattica e di scelte di giocatori

esatto, semplicemente questo

 

le "ideologie" lasciamole a cose più serie e importanti del dare calci a una palla.

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in realtà ci sono anche idee simili tra Motta e Tudor, per esempio superare un calcio di posizionamento, dove i giocatori stanno sempre nella stessa zona di campo e vanno solo avanti e indietro, motta questo lo fa in modo esasperato, a volte mandando in confusione i giocatori che non sanno più dove andare, ma anche tudor va un po' su quelle idee. voglio dire che non è tutto lavoro buttato. 

 

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11 minutes ago, Gianco said:

Sarri, ben 5 anni fa, lui è stato pure un cultore dell'ideologia, che ha cercato di  portare a Torino.

Ma come lui stesso disse, ad ottobre ho dovuto cambiare  tutto altrimenti  saremmo finiti in B.

Diciamo che Sarri, da ottobre in poi, era una figurina in panchina. La squadra la faceva CR7 quell'anno.

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1 minuto fa, Gidan73 ha scritto:

La Juve di Lippi vinceva giocando bene.

La Juve di Conte vinceva giocando bene.

Finiamola con queste cavolate del DNA in cui dovremmo vincere giocando male.

.allah 

 

devono dire la loro dandosi importanza con uscite pomposamente esagerate

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