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0oo-rooze

Caressa: "Il licenziamento di Thiago Motta è il crollo di un'ideologia"

Post in rilievo

Domanda. Motta è stato preso per far giocar bene la  juve e far divertire i tifosi. Quanti di voi si sono divertiti?

Con questi risultati quanto sarebbe durato a Madrid e Barcellona?

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30 minuti fa, Slowpoke Sama ha scritto:

Uno vive di rendita dal 2006, l'altro è diventato popolare tra i beoti per quel tormentone della garra, peccato che come telecronista sia inascoltabile e ti rovina la partita 

Vero, entrambi imbarazzanti. 

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..ma cosa sta dicendo..forse la juve la vedevi si e no negli highlights..caro mio rivedeti come vinceva la juve di sivori, quella di platini o quella di lippi guarda ci metto pure quella di conte e del primo allegri mi sembrano tutte juve diverse il DNA caro mio è essere un top team con l'umiltà di una provinciale qnd andava in campo..nn è ideologia di sto benedetto bel gioco messovi in testa dal guardiolismo o negli anni del milan di sacchi..il calcio è fatto di tante variabili giocate imprevedibili corse con l palla al piede gesti tecnici e meno tecnici che li fanno i giocatori in campo e più ce li hai forti e più vinci con o senza la fissa del possesso di palla..

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Thiago Motta paga una fase offensiva raffazzonata e imbarazzante cosa centri l'ideologia del possesso palla lo sa solo Caressa, ci sono squadre che fanno possesso creando miriadi di occasioni, noi lo facevamo ma a 40/50 metri dalla porta avversaria una roba senza senso, e oltretutto non eravamo manco buoni a farlo dietro visto che quando nel finale dovevamo difendere il risultato spesso e volentieri pressati iniziavamo a fare errori di palleggio prendendo gol pure dalle provinciali. 

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... più banalmente stava facendo più danni della grandine, da calciatori desaparecidos e/o cacciati a flop sportivi con conseguenti sanguinosi buchi a bilancio. Una iattura ... in combo con Jun Toh Lee .sisi

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2 ore fa, Mediterraneo. ha scritto:

Ha ragione

Non apprezzo Caressa (non lo sopporto) ma in questo caso ha ragione. Le ideologie ferree rovinano paesi, governi, aziende ed a volte persino relazioni. Le squadre di calcio non sono esenti

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Il reale riassunto è ..Thiago motta ha un gioco molto simile a quello di Allegri (bastava guardare il Bologna) ma offensivamente più incisivo.. caduta la certezza in difesa (Bremer) la squadra ha perso solidità ed equilibrio e si presa una discesa interminabile.. poi sicuramente qualcuno avrà litigato con qualcun'altro per il nervosismo dovuto ai risultati e alla fine game over.. Tudor invece è l'opposto di Allegri e motta.. il suo gioco è più verticale che orizzontale.. deve solo ritrovare le certezze in difesa e quindi l'equilibrio

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Andatevi a rivedere la Juve di Lippi che in semifinale di Champions ad Amsterdam prende a pallate l'Ajax in casa 90 minuti andando lì a fare la partita e non certo giocando difesa e contropiede, ma finiamolo con ste * che la Juve nel suo DNA può giocare solo di rimessa, la verità è solo che devi prendere un allenatore serio e collaudato non affidarti a sti parvenu della panchina con zero esperienza che quando le cose si mettono male vanno in tilt. 

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Ho visto il video su Youtube.

Carino, ma Il grande problema fondo di questo ragionamento e che pure il discorso del DNAe della tradizione è il piu delle volte puramente ideologico e a prioristico. E quindi staccato dalla realtà.

 

P.s. Quando si dice che Tudor è completamente opposto a Thiago Motta come allenatore, su parametri si basa? Di organizzazione di gioco? Perchè su alcuni assolutamente sì per me, su altri meno.

 

Se invece il discorso è il semplice DNA degli 1-0, baricentro basso e tutti dietro, quelli che se lo aspettano rimarranno probabilmente delusi, visto che Tudor ad oggi complessivamente si è rivelato un tecnico molto più garibaldino e "d'assalto" di Thiago Motta.

 

P.s. Non penso intendesse quello ad ogni modo, per il semplice fatto che è tutto l'anno che continua a ripetere che Thiago Motta non è quell'allenatore "Giochista" che tutti descrivono, a anzi(e in parte per me su quello ha straragione).

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2 minuti fa, Giovanni Agnelli ha scritto:

Il reale riassunto è ..Thiago motta ha un gioco molto simile a quello di Allegri (bastava guardare il Bologna) ma offensivamente più incisivo.. caduta la certezza in difesa (Bremer) la squadra ha perso solidità ed equilibrio e si presa una discesa interminabile.. poi sicuramente qualcuno avrà litigato con qualcun'altro per il nervosismo dovuto ai risultati e alla fine game over.. Tudor invece è l'opposto di Allegri e motta.. il suo gioco è più verticale che orizzontale.. deve solo ritrovare le certezze in difesa e quindi l'equilibrio

A livello tattico secondo me sono stati due i momenti tragici e ravvicinati, che hanno inciso di più sulla stagione: alla caduta la certezza in difesa (oggettivamente Bremer è stato un duro colpo) è seguito l'aver inserito in pianta stabile l'equivoco a centrocampo (koopmeiners), andando a penalizzare l'unico vero elemento che in avanti ha dato l'impressione di poter diventare un campione (Yildiz emarginato a sinistra per lasciare carta bianca a floop). E se per Bremer è stata sfortuna nera, Floop se l'è voluto motta al 100% (con la collaborazione ovvia del giuntolsecco)

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3 ore fa, mauri8000 ha scritto:

Cacchiate. Parlare di DNA citando una squadra di calcio, come se fosse un essere vivente.

Mi fa ribrezzo l'ignoranza. Andate a scuola e studiate.

Il. DNA di una squadra credo sia riferito alla sua storia, nel caso della Juve un DNA storico vincente

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Che palle! È semplicemente un professionista che non ha reso come immaginato. Probabilmente per questioni caratteriali più che tecniche, che c'entra l'ideologia o il DNA. Che poi sto DNA cosa sarebbe? Capisco l'allure che circonda una squadra, ma quello può creare appartenenza, orgoglio, non certo modificare l'aspetto tattico o addirittura tecnico.

  • Grazie 1

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3 ore fa, AlexLeStrange ha scritto:

Motta è stato inevitabilmente ideologia.  Credo calcistico, filosofia, ambizione. Il progetto vincente per una Juve vincente.  Progetto ahimè fallito miseramente. Ma Thiago ce l'ha messa tutta 

Thiago ce l’ha messa tutta per farlo fallire..

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A parte che della juve non è rimasto nulla.. Chi dovrebbe tramandare IL DNA.. Ferrero.. I giocatori appena arrivati? 

 

Qui non si tratta di possesso palla.. di corto muso.. O di contropiede.... 

 

Qui si tratta che non è stato in grado di dare nemmeno una parvenza di squadra.

 

Troppo presuntuoso e arrogante. 

Anche avesse voluto fare difesa e contropiede non ci sarebbe riuscito comunque. 

 

 

 

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3 ore fa, Rocket man ha scritto:

La storia della Juve parla di vittorie ottenute in tantissimi modi diversi, perché così è il calcio.

Sarebbe ora di finirla di parlare a vanvera del DNA Juve come se avessimo avuto un solo filo conduttore in 128 anni di storia

👏

bravissimo 

basta con sta cavolata della juve che vince con sudore 1 a 0 e * annese

l’unica filosofia è quella di vincere.

oggi in un modo domani in un altro

 

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Caressa fa il giornalista e ogni giorno deve inventarsi qualcosa da dire. 

Oggi si è inventato questa storia della filosofia ed infatti stiamo tutti parlando di questo. 

Fa semplicemente il suo mestiere altrimenti di che parleremmo. 

 

Poi prende delle cantonate colossali, come spesso in telecronaca, diciamo che gli piace 

straparlare, è un romano (con tutto il rispetto per i romani 😉 ).

 

Comunque il suo discorso non è totalmente sconclusionato secondo me. 

 

Ad un certo punto, durante il periodo Allegriano, è venuto fuori questo discorso 

del bel gioco, del bel calcio, purtroppo molto è dovuto anche a quel trio tragi-comico del 

bimbominkia butterato - padre tempo ipertrofico tricologico - e megaschermo occhialuto. 

 

Da un po' di tempo a questa parte in tv e sui giorrnali era tutto un parlare di quanto 

giocasse male la Juve del livornese, di quanto invece dovessimo giocare meglio e 

tutte queste minc*hiate qua. 

 

Tanto è vero che secondo me, la società ha provato a prendere Motta sulla scia di questo

mito del Guardiolismo, del calcio totale, fatto di 4823 passaggi prima di arrivare in porta. 

 

In effetti non possiamo dire che Thiago sia un catenacciaro, un contropiedista vecchio stile; 

Motta è venuto a Torino per inculcare il bel gioco, fatto di possesso, di costruzione dal basso, 

di calcio totale, con giocatori tutti funzionali al progetto. 

 

Non più un modulo di gioco che si adatta ai giocatori ma tutto al contrario. 

Tanto è vero che i giocatori venivano regolarmente spostati da una fascia all'altra, 

dal centro campo alla difesa e viceversa, da un ruolo all'altro;

tutti uguali, tutti intercambiabili, perfino il capitano lo era. 

 

Le ragioni del fallimento sono molteplici, non si possono imputare soltanto a lui; 

dalla proprietà, alla società, allo staff, in qualche caso anche ai giocatori ma certo 

molte delle colpe sono anche sue. 

 

Non è riuscito a coinvolgere i giocatori, non è stato bravo a farsi seguire, è stato 

fondamentalmente un po' troppo presuntuoso e integralista, ha fallito sul piano 

della comunicazione e della gestione dello spogliatoio.

 

La differenza con Guardiola forse è che Pep ha avuto il Barcellona nel suo periodo 

migliore, una squadra formidabile, di campioni fuori del normale e con questi era 

veramente difficile non vincere. Poi ovvio, anche lui c'ha messo del suo. 

 

Al Bayern Guardiola ha portato la sua filosofia senza vincere la champions (se vinci

solo il campionato a Monaco hai fatto il minimo sindacale) e al City uguale. 

Con la differenza che a Manchester ha trovato un sultano che gli ha aperto un pozzo 

di petrolio e gli ha dato carta bianca.

 

Quando ogni anno puoi comprare i migliori sul mercato, i top player mondiali, 

con 3-400 milioni a disposizione a sessione, allora è un po' più facile vincere e 

giocare come vuoi, con quelli che vuoi. 

 

Continuando a voler seguire lo spunto del buon Caressa, possiamo dire che 

questo tipo di allenatori, alla Guardiola, alla Sarri, un po' alla Sacchi e in qualche 

caso anche Motta, hanno una filosofia di gioco abbastanza precisa e molto ideologica;

la differenza poi la fanno i giocatori che hanno a disposizione e la bravura che 

hanno loro nel farsi seguire dai calciatori. 

 

Perchè alla fine il calcio è uno sport e quello che conta è vincere; 

se vinci hai ragione, se perdi ti cacciano ed è giusto che sia così. 

 

Lo spettacolo fine a se stesso, non esiste, per quello c'è il circo. 

Chi vorrebbe vedere la propria squadra giocare bene ma perdere?! 

Perchè? E poi, chi lo stabilisce che una squadra gioca bene o male. 

 

Quello che conta è creare un'identità di squadra, un gruppo unito che lotta e 

che è attaccato alla propria maglia, costruire qualcosa. 

 

Adesso, con la cacciata di Motta, forse per un po' non sentiremo più tutte queste 

stronxate sul bel gioco e sul bel calcio. Speriamo.

 

 

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